Assegnati i bandi di Fondazione Roche

Acto Italia e Acto Piemonte si sono aggiudicati due dei 22 premi messi in palio dal Bando “Fondazione Roche per i pazienti” 2021, con il quale la Fondazione supporta dal 2020 l’attività delle associazioni pazienti italiane. Il Bando prevedeva il finanziamento di 22 progetti provenienti da tutta Italia, candidati nelle aree onco-ematologia, neuroscienze-oftalmologia e malattie rare, per un totale complessivo di 500 mila euro. 

I progetti presentati sono stati selezionati da VITA Impresa Sociale, in qualità di partner esterno e indipendente di Fondazione Roche, sulla base di una serie di criteri specifici. 

Acto Italia  e Acto Piemonte  si sono aggiudicate entrambe un premio da 20mila euro messo in palio per le associazioni pazienti operanti in area oncoematologia rispettivamente:  

Acto Italia si è aggiudicata il premio per il Progetto di digitalizzazione della rete di associazioni pazienti Acto- Alleanza contro il Tumore Ovarico. Scoprilo al link

Acto Piemonte si è aggiudicata il premio per il progetto “Sessualità e Cancro: il sesso cambia ma non scompare”. Scoprilo al link

 

Marioletta scrive a sua sorella Flaviia

In  occasione dell’8 marzo, Festa della Donna, Marioletta Bideri, sorella della fondatrice e prima presidente di Acto, ci ha inviato una lettera per ricordare e rendere omaggio a Flavia e a e tutte le donne di Acto.

 

Adorata Flavia, adorata sorella

eccomi qui a scriverti e a ricordarti come meriti nel giorno della Festa delle Donne, una lettera per te che sei stata e sei una grande donna e per ricordare tutte le donne che lottano con forza, coraggio e determinazione contro la malattia.

Sono passati 11 anni da quel 10 Febbraio 2010 giorno in cui con la Prof.ssa Nicoletta Colombo, che non finirò mai di ringraziare per la sapienza e l’amore con cui ti ha curata in quegli anni, annunciaste la nascita di ACTO-Alleanza contro il Tumore Ovarico.
Con l’entusiasmo che ti caratterizzava, dicesti che sarebbe stata la più bella risposta alla malattia che ti aveva colpita, la tua vittoria sulla malattia stessa perché il tuo “sogno” di creare un’Alleanza fra pazienti, medici, ricercatori ed istituzioni, un’ACTO forte e presente su tutto il territorio nazionale, avrebbe colmato quel vuoto d’informazione e silenzio che c’era intorno al tumore ovarico ed offerto a tutte le donne gli strumenti necessari ad individuare, rallentare e sconfiggere la malattia.
Come cantava De André ”Se non puoi fermare il vento, puoi fargli perder tempo”, quindi senza nessun rimpianto, decidesti di abbandonare il tuo amato lavoro di produttrice cinematografica e televisiva, certo più divertente, per qualcosa di più grande e gratificante.

Negli anni ti ho vista lottare per la tua Associazione con la stessa determinazione con cui hai combattuto il tumore, con coraggio senza fare della tua vita una semplice “attesa”, senza mai arrenderti.
Ho ammirato il tuo altruismo, perfino quando la sofferenza fisica e morale dovuta alla malattia, avrebbe pienamente giustificato un ripiego su te stessa, no tu hai pensato agli altri mettendo la tua esperienza e le tue capacità al servizio di “un’opera” creata per tutte le donne.

Oggi con orgoglio posso dire: che lungimiranza e che intuizione la tua!!! Starei qui per ore a scrivere e parlare di te ma sono certa che anche attraverso queste poche righe si possa intuire che persona straordinaria sei stata.

Voglio concludere la mia lettera per te con le tue parole, quelle che pronunciavi, citando il poeta e filosofo indiano Tagore,“ Non puoi attraversare il mare stando semplicemente fermo e fissando le onde”! Ecco oggi posso dire che quelle onde non le hai mai fissate a vuoto e quel mare in tempesta lo hai attraversato fino in fondo. Grazie a te e a chi, dopo di te, ha raccolto il tuo testimone, quel “sogno” è diventato una realtà sempre più concreta che si sta diffondendo da Nord a Sud con la nascita delle tante ACTO regionali.

Grazie quindi a Nicoletta ed Elisabetta che hanno raccolto il tuo testimone e che lo hanno passato ad Elisa, ad Alessia, a Silvia di Firenze e a Silvia di Roma, a Mirosa, ad Annamaria e a Daniela e a tutte le numerosissime donne che insieme a loro stanno perseguendo i tuoi obiettivi.

Con amore, stima e gratitudine

tua sorella Marioletta.     

               

 

Vaccinazione COVID-19 e pazienti oncologici: l'appello di ESMO e delle associazioni pazienti

Con più di 87 milioni di casi e 1,9 milioni di decessi, la pandemia COVID-19 ha avuto un tremendo impatto su tutto il mondo e conseguenze ancor più devastanti sui malati di cancro. I dati GLOBOCAN della IARC – Società Internazionale sulla Ricerca sul Cancro - stimano che il numero di nuovi casi di cancro nel 2020 salirà a 19,3 milioni, di cui 4,4 in Europa a causa dei ritardi  provocati dalla pandemia nelle diagnosi e nella prevenzione. Tutto ciò avrà un impatto sull’aumento della mortalità per tumore nei prossimi anni.

In questo scenario,  la vaccinazione dei pazienti oncologici diventa una priorità e una questione di salute pubblica per tutti gli Stati Europei.

La Società Europea di Oncologia Medica ESMO rivolge quindi  il suo appello agli Stati Membri dell’Unione Europea per invitarli a inserire i pazienti oncologici tra i gruppi  cui somministrare prioritariamente il  vaccino anti-COVID 19 limitando così il previsto aumento di mortalità per tumore.

Nel suo appello di ESMO chiede in particolare  di

  •        Vaccinare tutti i pazienti oncologici in accordo con i principi della OMS – Organizzazione Mondiale della Salute, per ridurre i decessi e l’impatto della malattia. I pazienti con malattia attiva o che sono in cura saranno da valutare attentamente.
  •        Raccogliere accuratamente i dati grazie a registri dedicati, per monitorare gli effetti dei vaccini sulla popolazione vulnerabile, compresi i pazienti con cancro e sotto monitoraggio della risposta immunitaria.
  •        Informare per aumentare la fiducia  nella  vaccinazione fornendo ai pazienti oncologici informazioni aggiornate con parole semplici e chiare.

Acto, la rete nazionale di associazioni pazienti per i tumori ginecologici, a nome delle  235mila donne italiane colpite da queste neoplasie, si associa all’appello di ESMO auspicando che le istituzioni sanitarie e politiche italiane vogliano farlo proprio rispettando così il primo principio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sulla distribuzione e sulla definizione delle priorità per la vaccinazione cioè  ridurre i decessi e l’impatto della malattia  proteggendo coloro che ne hanno più bisogno.

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