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Newsletter Settembre 2017

Da ESMO 2017 le ultime frontiere della cura

Si è tenuto dall’8 al 12 settembre a Madrid  il congresso della Società Europea di Oncologia Medica (ESMO). All’evento hanno partecipato più di 22mila oncologi provenienti da 130 Paesi. In soli 5 giorni dedicati alle ultime frontiere della ricerca scientifica e delle terapie innovative sono stati presentati 1.736 studi clinici, di cui moltissimi di combinazione, cioè studi che hanno indagato l'efficacia di più farmaci utilizzati insieme.

Le combinazioni di farmaci immunologici rappresentano infatti l’ultima frontiera della cura del cancro in cui la genetica e la biologia fanno da traino. Obiettivo di medici e ricercatori è infatti quello di invertire nei prossimi anni i trend di mortalità dei tumori puntando sulle terapie target e le combinazioni in immuno-oncologia, che permettono una maggiore tollerabilità e una migliore qualità della vita per il paziente.

Tra gli studi di maggior interesse per il tumore ovarico presentati ad ESMO si colloca lo studio di fase III ARIEL 3, una terapia di mantenimento con Rucaparib, inibitore dell’enzima PARP, che nelle pazienti con carcinoma ovarico ricorrente BRCA associato ha registrato un incremento della sopravvivenza libera da progressione (PFS) pari al 77%. Inoltre Rucaparib si è dimostrato ben tollerato ( solo il 13% delle 564 pazienti dello studio ha interrotto il trattamento a causa degli effetti collaterali). “Rucaparib conferma che gli inibitori dell’enzima PARP costituiscono il maggior avanzamento nel trattamento del carcinoma ovarico dopo gli agenti chemioterapici basati sul platino” ha commentato Jonathan Ledermann dell’UCL Cancer Institute e primo autore della ricerca. Per la cronaca ricordiamo che Rucaparib, sviluppato dall’azienda Clovis, è stato approvato negli Stati Uniti per il trattamento del cancro ovarico avanzato con mutazione del gene BRCA in donne già precedentemente trattate con due o più chemioterapie.

Pharmamar, azienda produttrice di composti antitumorali di origine marina, ha invece presentato le ultime scoperte nello sviluppo clinico della trabectedina e più precisamente una sperimentazione prospettica di fase IV per valutare l’uso ambulatoriale della trabectedina in combinazione con doxorubicina liposomiale pegilata per determinare la tossicità e l’efficacia in donne affette da tumore ovarico platino sensibile.

Dagli studi sui farmaci a quelli sugli effetti collaterali delle cure: uno studio condotto da un gruppo di ricercatori tedeschi di Essen ha indagato quali sono i disturbi da chemioterapia che più interferiscono con la qualità della vita di donne con tumore al seno o all’ovaio. Molto interessanti i risultati emersi: gli effetti collaterali della chemioterapia che fanno paura non sono più nausea e vomito perché oggi esistono farmaci in grado di controllarli. A preoccupare le donne malate di tumore sono altre situazioni che possono cambiare nel corso del trattamento. A partire dalla perdita di capelli, per la quale non si è ancora trovata una soluzione, fino ai disturbi del sonno e all’ansia per gli effetti che può avere la malattia sui rapporti familiari e sociali. Spesso quello che i medici pensano sia importante o disturbante per il paziente non corrisponde quindi a quello che in realtà i malati pensano.

 

Primo via libera in Europa al nuovo parp inibitore Niraparib  

Il Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP, Committee for Medicinal Products for Human Use) dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha espresso parere favorevole all’autorizzazione all’immissione in commercio di Niraparib come monoterapia di mantenimento nelle pazienti adulte con recidiva platino-sensibile di cancro ovarico epiteliale sieroso ad alto grado, carcinoma delle tube di Falloppio o carcinoma peritoneale primitivo in risposta completa (CR) o parziale (PR) a chemioterapia a base di platino. Questa opinione verrà ora sottoposta alla Commissione Europea, che rilascia l’autorizzazione alla commercializzazione dei farmaci nell’Unione Europea.

In attesa della decisione della Commissione Europea, Niraparib sarebbe il primo parp inibitore in monosomministrazione giornaliera ad essere approvato in Europa per l’utilizzo nelle pazienti indipendentemente da mutazioni BRCA o presenza di biomarcatori.

La richiesta di autorizzazione all’immissione in commercio di Niraparib è sostenuta dai dati del trial ENGOT-OV16/NOVA, uno studio internazionale, controllato verso placebo, in doppio cieco di fase 3 su 553 pazienti con carcinoma ovarico ricorrente che avevano ottenuto una risposta completa o parziale nel loro più recente trattamento di chemioterapia a base di platino. Approssimativamente due terzi delle donne partecipanti allo studio non presentava mutazioni germinali dei geni BRCA. Il trattamento con Niraparib ha determinato una riduzione del rischio di progressione di malattia o morte del 73% nelle pazienti con mutazioni germinali di BRCA (HR 0,27) e del 55% nelle pazienti senza mutazioni germinali di BRCA (HR 0,45).

Buoni anche i livelli di sicurezza. La maggior parte degli eventi avversi ematologici rilevati nel corso dello studio è stata risolta con una modifica del dosaggio. Le interruzioni di terapia causate da trombocitopenia, neutropenia e anemia sono state rispettivamente del 3,3%, 1,9% e 1,4% delle pazienti.

Niraparib è stato studiato con il più alto rigore clinico nelle pazienti con carcinoma ovarico recidivante nello studio di fase 3 NOVA; questo studio ha generato risultati a tutt’oggi insuperati in termini di efficacia, anche nelle donne senza mutazioni BRCA germinali che hanno prognosi più critiche e minori opzioni di terapeutiche – ha dichiarato Mary Lynne Hedley, President e Chief Operating Officer di TESARO , l’azienda produttrice del farmaco.

Niraparib è stato approvato dalla Food and Drug Administration (FDA) il 27 marzo del 2017 ed è commercializzato da TESARO negli Stati Uniti dove è l’inibitore di PARP più prescritto .

In Europa, una volta approvato in via definitiva, il farmaco sarà posto in commercio con il marchio Zejula. Nel nostro Paese il farmaco è stato reso disponibile in un programma di uso compassionevole aperto in tutta Italia. Al momento il programma è sospeso per non disponibilità del farmaco ma dovrebbe riattivarsi a breve.

 

A Milano, un weekend gratuito di armonia per affrontare meglio la malattia

  

Yoga, Shiatsu, Focusing, Kromodynamic, Musicoterapia sono solo alcune delle attività psico-corporee con sessioni individuali o di gruppo che Actoonlus (www.actoonlus.it) e Wonder Mamy  (www.wondermamy.tv) mettono a disposizione gratuitamente dal 29 settembre al 2 ottobre 2017  di chi desidera affrontare meglio la malattia.  L’offerta è aperta a un massimo di 50 partecipanti che desiderano conoscere e sperimentare queste discipline.

Wonder Mamy è un’organizzazione composta da psicologhe e consulenti che operano a Milano in ambito privato utilizzando tecniche specifiche con le quali è possibile affrontare meglio le difficoltà che si incontrano nel percorso della vita e, in particolare, della malattia. Il programma prevede la possibilità di sperimentare una o più delle seguenti tecniche:

  1. Shiatsu: è l’Arte di Guarigione di origine giapponese che si attua attraverso pressioni effettuate con le mani sul corpo della persona che riceve il trattamento. Favorisce lo stato di rilassamento e di benessere del paziente oncologico in trattamento farmacologico, alleviandone i disturbi psico-fisici correlati. I benefici si riflettono sulla postura, sulla respirazione, sulla qualità del sonno e sul miglioramento della condizione psico-fisica.
  2. Yoga e tecniche mente-corpo: per recuperare la propria individualità ed il proprio “essere nel mondo”, occorre “fare pace” con il proprio corpo e ristabilire l’unione con la mente. In questa prospettiva, le tecniche Yoga mente-corpo possono apportare un prezioso contributo. Lo Yoga si è dimostrato, anche da un punto di vista scientifico, un trattamento efficace nella cura dei sintomi associati al tumore e ormai viene sempre più utilizzato come complemento delle terapie convenzionali per migliorare la qualità di vita. 
  3. Musicoterapia: è l'uso della musica e/o degli elementi musicali (suono, ritmo, melodia e armonia) per facilitare e favorire la comunicazione, la relazione, l'apprendimento, la motricità, l'espressione, l'organizzazione e altri rilevanti obiettivi terapeutici al fine di soddisfare le necessità fisiche, emozionali, mentali, sociali e cognitive.
  4. Focusing: è uno strumento di consapevolezza, guarigione interiore e pacificazione con noi stessi e con la vita particolarmente potente.
  5. Kromodynamictechnique: è la disciplina che utilizza l’atto creativo come forma di liberazione energetica per migliorare la conoscenza di sé e sviluppare energie e talenti che, in molti casi, non si è consapevoli di possedere ma che sono cruciali nel percorso di malattia.

Le sedute si tengono nella accogliente sede milanese di Wonder Mamy in via Frua, 7. Ai corsi gratuiti si accede solo su prenotazione. Per vedere il programma clicca qui .

Per informazioni e prenotazioni inviare una mail a segreteria@actoonlus.it o telefonare al 370 / 7054294.

 

L’Appello di Acto alle istituzioni perché a tutte le donne venga riconosciuto il diritto di accesso al test BRCA in tutte le Regioni

La lotta contro il tumore ovarico non passa solo dall’informazione ma anche dal riconoscimento del diritto al test BRCA, ovvero da un accesso equo e uniforme in tutte le Regioni d’Italia a questo semplice ma importantissimo esame del sangue che, alle donne malate, permette di accedere alle terapie più innovative e, ai loro familiari, alla prima vera forma di prevenzione primaria del carcinoma ovarico, tumore altamente mortale che ancora oggi uccide 6 donne su 10 in assenza di validi strumenti di diagnosi precoce.

Questo appello è stato rivolto pubblicamente alle istituzioni, nella sede di Palazzo Madama,  da Acto onlus e Abracadabra onlus che, insieme a  AIOMSIGUANISC e  SenoNetwork hanno presentato un documento  curato dalla dottoressa Liliana Varesco con la collaborazione degli esperti Nicoletta Colombo (IEO, Milano), Gennaro Cormio (Policlinico Bari), Alberta Ferrari (San Matteo, Pavia), Maurizio Genuardi (SIGU), Stefania Gori e Fabrizio Nicolis (AIOM).

Rilevare questa alterazione è quindi cruciale sia per la storia clinica della paziente che per i suoi familiari in quanto genera l’effetto cascata di studio e prevenzione sul resto della famiglia che per la prima volta può contare sull’unica possibilità oggi disponibile per prevenire l’insorgenza di un tumore ovarico.

Purtroppo oggi solo 1 donna su 3 accede al test BRCA (ricerca ONDA 2017) perché tra Regione e Regione esistono disparità di accesso al test  e di modalità di gestione del rischio BRCA associato. L’appello di Acto nasce proprio per superare queste disparità di trattamento da Regione a Regione ed ottenere che lo Stato  :  

  1. Garantisca a tutte le pazienti con diagnosi di tumore ovarico un'accessibilità al test omogenea su tutto il territorio nazionale
  2. Identifichi percorsi diagnostico/terapeutici omogenei e chiari che permettano un’adeguata presa in carico delle persone che accedono al test
  3. Doti i professionisti (oncologi, genetisti, senologi, ginecologi, patologi, radiologi e psiconcologi) di una formazione specifica
  4. Renda disponibili i risultati del test in tempi compatibili con le necessità di pazienti e familiari  
  5. Informi le donne con carcinoma ovarico BRCA associato sulle opportunità terapeutiche disponibili
  6. Informi le pazienti BRCA mutate  sulle opzioni chirurgiche e mediche disponibili
  7. Informi i loro familiari sui percorsi di sorveglianza e di rischio riduzione disponibili nel caso di tumore BRCA associato

“E’ un dovere etico assicurare la corretta introduzione e gestione del test Brca nelle strutture del Servizio sanitario nazionale – ha dichiarato  Liliana Varesco, genetista dell’UOS Centro Tumori Ereditari, Policlinico San Martino di Genova ed estensore del documento - Ci rivolgiamo ai decisori politici affinché intervengano per avviare un programma nazionale di genetica oncologica volto a individuare la predisposizione ai tumori dell’ovaio e della mammella e a realizzare una rete nazionale di centri di riferimento”.

Leggi il documento completo

 

Nuovo test del sangue per la diagnosi precoce dei tumori

I ricercatori del Johns Hopkins Kimmel Cancer Center di Baltimora hanno annunciato di aver sviluppato un nuovo test del sangue, da loro definito Biopsia liquida, in grado di identificare nelle prime fasi di sviluppo diversi tipi di tumori. Il test si sarebbe dimostrato efficace nel diagnosticare il 50% di questi tumori nella fase asintomatica.

Lo studio completo e lo sviluppo del nuovo test sono stati pubblicati sulla rivista "Science Translational Medicine". Il nuovo test promette di rivoluzionare il campo della diagnosi precoce dei tumori in quanto finora gli altri tipi di biopsie liquide ideate erano in grado di scovare solo tumori in uno stadio molto più avanzato.

La difficoltà principale incontrata nello sviluppo di questa nuova metodologia è stata quella di distinguere il DNA del cancro in via di sviluppo da quello di altre mutazioni, cosiddette normali, del sangue. Anche perché, come fanno notare gli autori dello studio, solo una piccola parte delle mutazioni derivate dal sangue evolvono in neoplasie o tumori di vario genere. Di conseguenza, analizzando i tessuti e il sangue di circa 200 pazienti, i ricercatori si sono concentrati su ben 58 geni differenti che, notoriamente, sono collegati a diverse patologie tumorali.

I primi risultati del test sono stati molto soddisfacenti.

Infatti, è stato possibile rilevare più del 60% dei tumori di stadio I e stadio II. E questo sia relativamente al cancro del colon sia relativamente al tumore polmonare. Ma anche le percentuali relative al tumore del seno e al tumore delle ovaie sono risultate molto soddisfacenti. Infatti la predittività del test variava da una percentuale minima superiore al 65% fino ad un massimo superiore all'80% per il tumore al seno, mentre si è arrivati ad una percentuale massima del 70% circa per quanto attiene al carcinoma ovarico. Il test chiamato tecnicamente sequenziamento mirato di correzione degli errori, viene ripetuto 30 mila volte per ogni codice chimico presente nel DNA. Come riconoscono gli stessi autori dello studio saranno necessarie altre conferme sperimentali, ma le premesse sono molto promettenti.

 

Sguardi di energia  arriva a Palermo e a Salerno

Dopo Torino e Monza, l’edizione 2017 di Sguardi di energia prosegue all’Ospedale Civico di Palermo. Qui la settimana di bellezza, promossa da Acto in collaborazione con Zao Cosmetics e con il supporto di Roche, si svolgerà dal 25 al 29 settembre 2017. Le sedute si terranno da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 17 presso il  Padiglione 24 del Nuovo Polo Oncologico (sala riunioni, piano terra) di Piazza Nicola Leotta. Le pazienti che vorranno sottoporsi alle sedute di trucco individuali affidate alle mani esperte di makeup artists professionisti possono contattare  la Segreteria organizzativa al seguente recapito: Tel: 091-6664174 c/o Reparto Ginecologia oncologica dalle ore 17.00 alle 19.00. Le prenotazioni sono fino ad esaurimento posti.

Il ciclo Sguardi di energia si concluderà a Salerno dove si svolgerà da lunedì 16 a venerdì 20 ottobre 2017 presso il Padiglione Centrale dell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona. Le iscrizioni per partecipare al programma di Salerno sono già aperte dal 16 settembre 2017 e si chiuderanno venerdì 13 ottobre (fino ad esaurimento posti). Per iscriversi è sufficiente contattare la Segreteria organizzativa inviando mail all’indirizzo: urp@sangiovannieruggi.it oppure telefonando al numero 089/672116 del Servizio di Psicologia Ospedaliera, disponibile per prenotazioni e informazioni dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00. E’ inoltre possibile chiedere informazioni tutti i giorni dalle ore 8.00 alle 14.00 direttamente al Servizio di Psicologia Ospedaliera ubicato presso la UOC di Radioterapia dell’Azienda Ospedaliera.

Per ulteriori informazioni sul programma: http://www.actoonlus.com/ITA/Default.aspx?PAG=77&MOD=SGU

 

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