Tumore cervice: nuova terapia combinata riduce di un terzo il rischio di morte

Supera i due anni la sopravvivenza globale delle pazienti con tumore della cervice persistente, ricorrente o metastatico trattate con l’immunoterapia con Pembrolizumab in combinazione con la chemioterapia (con o senza bevacizumab) e il rischio di morte è ridotto di un terzo.

Lo dimostrano i dati dello studio registrativo di Fase 3 KEYNOTE-826 che ha valutato l’efficacia di Pembrolizumab, terapia anti-PD-1 dell’azienda MSD, in combinazione con chemioterapia con o senza bevacizumab, per il trattamento di prima linea del tumore della cervice persistente, ricorrente o metastatico.

I dati, sono stati presentati al Congresso 2021 della Società Europea di Oncologia Medica (European Society for Medical Oncology, ESMO)  e sono stati pubblicati contemporaneamente sul New England Journal of Medicine.

È il primo regime combinato con una terapia anti-PD-1/PD-L1 che migliora la sopravvivenza globale (OS), la sopravvivenza libera da progressione (PFS) e il tasso di risposta obiettiva (ORR) rispetto a chemioterapia con o senza bevacizumab, nel trattamento di prima linea del tumore della cervice persistente, ricorrente o metastatico.

Il tumore della cervice continua ad essere la seconda principale causa di morte per cancro nelle giovani donne tra i 15 e i 44 anni e storicamente presenta prognosi sfavorevole se diagnosticato in fase avanzata” – ha dichiarato  Nicoletta Colombo, Professore associato Università Milano-Bicocca e Direttore del Programma di Ginecologia Oncologica dell'Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano. “Questi importanti risultati di sopravvivenza supportano Pembrolizumab in combinazione con chemioterapia con o senza bevacizumab come potenziale nuova opzione di trattamento di prima linea delle pazienti con tumore della cervice persistente, ricorrente o metastatico.”

 

In Italia il tumore della cervice uterina rappresenta il 5° tumore per frequenza nelle donne sotto i 50 anni (4% dei casi) e, nel 2020, sono state stimate 2.400 nuove diagnosi.